Quando ho aperto la pagina di splinder avevo in testa mille cose da scrivere, stavo solo cercando di trovargli un ordine logico, le parole giuste. Sono svanite. Puff!
Volevo scrivere del forum che gestisco senza far sembrare il post uno squallido spot, come quelli che ogni tanto si devono alla tele di improbabili marche che spesso e volentieri usano l'amante del direttore bonazza, o la nipote imbranata pur di risparmiare.
Mica è facile dopo quasi 3 anni che mi accanisco per non trovarmi costretta a chiuderlo, l'ho visto così tante volte morto, sono stata sul punto di chiudere tutto un'infinità di volte, molte di più di quante non ne abbia mai confessate a chi cerca di darmi una mano. Che mica è facile stare dietro ad una compulsiva che sistema, rimette in ordine, con una logica tutta sua, che fa e poi pensa e rifa, disfa, ed è sempre lì che porcaccia la miseria deve sempre dire la sua e certe volte si taglierebbe le dita pur di non essere così presenzialista, ma le scappa e non riesce a controllarsi.
Non tanto tempo fa mi è stato detto che ho fatto di tutto per cancellare quello che era prima, dando l'impressione di non voler neanche sentir parlare di chi in realtà l'ha creato. E' stato così, è vero, impossibile nasconderlo. Ma solo per i primi mesi, autunno 2005, "e ora vediamo cosa sei capace tu di fare!".
Ed è arrivato tutto sulle mie spalle come un masso. Ed hanno fatto bene.
Già. Hanno fatto benissimo, è stata per me quasi una terapia per riuscire piano piano a metabolizzare tante cose, incontri, parole bellissime, pugnalate che non hanno fatto altro che affossarmi, che hanno lasciato tanti segni che ancora adesso fatico a coprire.
Dovevo dimostrare che ce l'avrei fatta, non mi importava nient'altro, a costo di scrivere io mille post al giorno.
E l'ho fatto, ho rischiato di ammazzare tutto con le mie mani.
Poi piano piano ho realizzato che potevo provare a fare qualcosa di più.
La nuova grafica. Ma non è bastata.
La nuova struttura. E' sembrata aiutare, ma troppo poco.
E il mio stomaco era lì che triturava a vuoto, consumando la lucidità e la calma che avrei dovuto mantenere.
Ad inizio anno ero decisa, niente rinnovo ad ottobre, è solo un costo, non tanto monetario, ma di energie che potrei utilizzare per fare altro, per smettere di rompere le palle alla gente.
Ogni connessione per verificare inutilmente la comparsa di nuovi post, click, click, click, scorri la pagina, la convinzione saliva insieme al magone. Un altro fallimento infilato nel cassetto a far compagnia agli altri.
Amen.
Bhè, ecco, chiedetemelo oggi cosa ne sarà, perché oggi sono carica, ottimista.
Non dovrei, potrebbe essere l'ennesimo fuoco di paglia, ma c'è gente nuova che scrive, nessun conoscente iscritto giusto perché gli è stato chiesto. Ho letto dei complimenti di gente appena arrivata,
grazie anche ad una
garanzia, che non so come ringraziare.
Le strade del quartiere sono aperte a tutti, per raccontare la vita di tutti i giorni, e in un periodo in cui i blog hanno preso il sopravvento non è neanche troppo facile, ma io le lascio
lì a disposizione di chi si vuol fare un giretto.
Sperando di non aver fatto la figura della nipote del capo imbranata.
Che quella dell'amante del direttore bonazza non mi sarebbe riuscita lo stesso.